Processi Assistenziali Sanitari del Fisioterapista e Community Health Governance

Progettare una formazione continua efficace nel modificare e uniformare i comportamenti professionali in senso specialistico

Oggi il Nuovo Sistema ECM e le politiche di attuazione del governo clinico hanno lanciato nuove sfide alle organizzazioni sanitarie e tutti i professionisti sanitari devono acquisire metodi e strumenti per aggiornarsi continuamente, in relazione ai gap di conoscenza che emergono dalla pratica clinica quotidiana. Le attività di formazione continua, training e sviluppo professionale continuo, sono strumenti trasversali di governo clinico (Clinical Governance) finalizzati a valorizzare la qualità dell’assistenza sanitaria.

La Scuola Specialistica del GSTM nasce dalla consapevolezza che il fine ultimo della formazione continua non si identifica con la semplice acquisizione di nuove conoscenze e competenze, ma consiste nella uniformità e nella modifica dei comportamenti professionali per migliorare processi ed esiti assistenziali.

In riferimento alla Community Health Governance e ai professionisti coinvolti all’interno dei Processi Assistenziali Sanitari e della Clinical Governance, il GSTM propone un progetto formativo  con lo scopo di allineare e uniformare le competenze cliniche (distintive e trasversali), essenziali ed irrinunciabili, che il  Fisioterapista deve avere per poter rispondere in modo efficace, responsabile e sicuro a quanto oggi e nei prossimi anni la comunità chiederà alla professione. Tale operatività è inoltre rispondente alla legge Gelli (Legge Gelli 8 Marzo 2017 n°25, art. 5) che  prevede  l’obbligatorietà per gli operatori sanitari di seguire, nell’esecuzione delle prestazioni professionali, le raccomandazioni previste dalle Linee Guida, salve le specificità del caso concreto e in assenza di Linee Guida di atteneresi alle buone pratiche clinico-assistenziali.

L’esigenza di indirizzare i comportamenti dei Fisioterapisti attraverso Regole Valutativo-Terapeutiche  e Raccomandazioni di Buona Pratica Clinica nasce da molteplici ragioni, tra le quali il fenomeno della variabilità della pratica clinica, l’eterogeneità e la dispersione accademica, unitamente alla forte necessità di miglioramento della qualità dell’assistenza ai fini della credibilità e  dello sviluppo della professione in senso specialistico o ultraspecialistico. In questo processo è fondamentale disporre di una struttura metodologica operativa per fornire ai colleghi e nel contempo rendere espliciti e consci, i riferimenti culturali, gli strumenti operativi, i modelli interpretativi e organizzativi.

Il Fisioterapista deve essere aggiornato sul consensus internazionale che concorre alla definizione  di  pratica clinica di “alta qualità”,  in modo tale che si possano porre e trattare i problemi e i principi, collegare i saperi e dare loro un senso. La pratica clinica di “alta qualità” si distingue da altre pratiche per il modo in cui viene progettata, condotta, comunicata al paziente e infine applicata, così da consentire di essere ritenuta attendibile e credibile. Ciò equivale a dire che la pratica clinica di alta qualità è quella che ci aspettiamo che abbia un basso rischio di bias (errori) e di incertezza. Lo scopo è rendere “trasparente” al Fisioterapista la metodologia utilizzata, potenzialmente in grado di facilitarelo sviluppo e l’implementazione delle competenze cliniche scientifiche, riconoscere e  minimizzare le possibili fonti di bias e di incertezza, ma soprattutto favorire la continua uniformità e modifica dei comportamenti professionali in senso specialistico.